Sabina Guzzanti alla Fiera delle parole

Continuano gli eventi in streaming sui profili social del festival

SABINA GUZZANTI ALLA FIERA DELLE PAROLE
UN VIAGGIO NEL 2119 PER SCOPRIRE “LA DISFATTA DEI SAPIENS”

Il nuovo libro della comica romana sarà presentato domani alle 21 in dialogo con Mario Tozzi

Un romanzo ironico, visionario, profetico, entusiasmante, di quasi-fantascienza che racconta un mondo futuro – siamo nel 2119 – nel quale i Sapens registrano la propria totale disfatta. Sabina Guzzanti sarà ospite domani 9 aprile alle 21 in diretta streaming sui profili social della Fiera delle Parole per raccontare il suo primo romanzo “La disfatta dei Sapiens” (HarperCollins). A farle da spalla il geologo e divulgatore televisivo Mario Tozzi.

È il 2119 e la situazione, sul pianeta Terra, non è delle migliori… Ma un gruppo di eroi è in lotta per salvare il futuro. Anno 2119. Dopo una lunga serie di catastrofi ambientali, pandemie e sconvolgimenti di ogni sorta i superstiti sono stati costretti a sottomettersi a un regime ingiusto ma stabile, liberamente ispirato al feudalesimo. La società è formata da un centinaio di milioni di arcimiliardari onnipotenti e tre miliardi di migranti ambientali senza diritto di voto, raggruppati in grandi campi di accoglienza, sui lembi di terra risparmiati dall’innalzamento delle acque.

Fra i ricchissimi la fanno da padroni gli azionisti del Consorzio delle multinazionali che controllano il web. Gli unici che si oppongono al Consorzio sono i giornalisti di Holly, il solo organo di informazione concepito e scritto da esseri umani invece che da robot. E quando il Consorzio sta per mettere in rete un nuovo algoritmo, in grado di eliminare definitivamente il libero arbitrio, le poche speranze di salvezza sono nelle mani di Tess, bistrattata redattrice di una rubrica sui gattini…

Accanto a Tess e agli altri giornalisti di Holly, incontreremo famiglie di migranti europei e newyorkesi, ingegneri del marketing e dei big data, azionisti spietati e riccastri spiantati, bambini e algoritmi, hackers e haters. E saranno tutti coinvolti da una catena di avvenimenti che può portare alla fine della specie che si è autodenominata Sapiens… Dopo i successi a teatro, al cinema, alla televisione, Sabina Guzzanti esordisce come narratrice. Lo fa con un romanzo che da un lato guarda alla grande letteratura distopica classica (da 1984 a Farenheit 451) e dall’altro affronta temi di straordinaria modernità, quali il mutamento climatico, la concentrazione della ricchezza, la dipendenza dalla tecnologia. 2119 – La disfatta dei Sapiens è divertente e appassionante, sperando che non risulti profetico (gli accenni alle pandemie sono stati scritti nel 2019!). Il debutto letterario di una grande intellettuale italiana che, con la consueta ironia, coglie questioni fondamentali e fa riflettere.

 

 

Il grande ritorno di Andrè Aciman

UNA NUOVA SETTIMANA RICCA DI APPUNTAMENTI ONLINE

Tra i prossimi ospiti Marco Balzano, Loredana Lipperini, Romana Petri, Bianca Pitzorno, Annarita Briganti, Paolo Di Paolo, Alberto Riva

Il grande ritorno di André Aciman, autore del bestseller mondiale “Chiamami con il tuo nome”, segna la nuova settimana della Fiera delle Parole online. Lo scrittore americano, già ospite del festival nelle edizioni 2014 e 2017, giovedì 25 torna ad incontrare il pubblico per presentare il suo nuovo romanzo “L’ultima estate” (Guanda) in dialogo con un altro grande amico della Fiera, Marco Balzano. Ad aprire la settimana saranno, martedì 23 marzo, le voci di Loredana Lipperini, candidata allo Strega con “La notte si avvicina” (Bompiani), un gotico italiano ambientato tra i monti dell’Appennino, che sarà presentato da Romana Petri. Mercoledì 24 marzo arriva Bianca Pitzorno, una delle scrittrici per ragazzi più amate, che torna a cimentarsi con un romanzo per adulti, “Sortilegi” (Bompiani), che l’autrice presenterà assieme ad Annarita Briganti. Ultimo appuntamento della settimana venerdì, quando Paolo Di Paolo presenterà il nuovo libro di Alberto Riva, “Il maestro e l’infanta” (Neri Pozza) che racconta la vita del compositore Domenico Scarlatti. Tutti gli appuntamenti sono in diretta streaming alle ore 19 sui profili social del festival.

Loredana Lipperini presenta “La notte si avvicina” (Bompiani) con Romana Petri
Martedì 23 marzo

Italia, 2008. L’anno della grande crisi economica e del più spietato disinteresse verso il mondo. Un paese ai piedi delle montagne, già segnato dal terremoto, circondato da militari, popolato da persone incerte, impaurite, rabbiose. E prigioniere. Un’epidemia, una nuova peste che dilaga e non perdona. Le streghe, come le epidemie, attraversano la storia, e in questa, di storia, ce ne sono tante: le mamme feroci che strappano a Maria i suoi figli, condannandola a una vita di solitudine; Chiara, smarrita nel suo mondo disseminato di presagi, sogni, visioni di fruste e angeli punitivi; Saretta, settant’anni, forte e vasta come una Grande Madre, con le sue complicità d’ombra e il dominio assoluto su Vallescura, il paese “noioso e grasso e poco ospitale” che sembra respingere i nuovi arrivati come un magnete e come un magnete attira a sé il male. Stella stellina / la notte si avvicina: parole consolatorie, parole micidiali. Un gotico italiano che ci parla dell’oggi evocando forze e misteri che arrivano dal passato, una filastrocca nera in cui l’ignoranza diventa ferocia, il peccato s’incarna nella malattia, e nessuno in fondo è innocente, nessuno può dormire in pace.

Bianca Pitzorno presenta “Sortilegi” (Bompiani) con Annarita Briganti
Mercoledì 24 marzo

Mentre infuria la peste del Seicento, una bambina cresce in totale solitudine nel cuore di un bosco e a sedici anni è così bella e selvatica da sembrare una strega e far divampare il fuoco della superstizione. Un uomo si innamora delle orme lasciate sulla sabbia da piedi leggeri e una donna delusa scaglia una terribile maledizione. Il profumo di biscotti impalpabili come il vento fa imbizzarrire i cavalli argentini nelle notti di luna. Bianca Pitzorno attinge alla realtà storica per scrivere tre racconti che sono percorsi dal filo di un sortilegio. Ci porta lontano nel tempo e nello spazio, ci restituisce il sapore di parole e pratiche remote – l’italiano secentesco, le procedure di affidamento di un orfano nella Sardegna aragonese, una ricetta segreta – e come nelle fiabe antiche osa dirci la verità: l’incantesimo più potente e meraviglioso, nel bene e nel male, è quello prodotto dalla mente umana. I personaggi di Bianca Pitzorno sono da sempre creature che rifiutano di adeguarsi al proprio tempo, che rivendicano il diritto a non essere rinchiuse nella gabbia di una categoria, di un comportamento “adeguato”, e che sono pronte a vivere fino in fondo le conseguenze della propria unicità. Così le protagoniste e i protagonisti di queste pagine ci fanno sognare e ci parlano di noi, delle nostre paure, delle nostre meschinità, del potere misterioso e fantastico delle parole, che possono uccidere o salvare.

André Aciman presenta “L’ultima estate” (Guanda) con Marco Balzano
Giovedì 25 marzo

Sud Italia, un’estate sulla Costiera amalfitana. A causa di un guasto alla loro imbarcazione, un gruppo di giovani americani si ritrova a soggiornare in un hotel frequentato da attempati turisti poco inclini al divertimento. Lì conoscono Raúl, personaggio riservato e imperscrutabile, sempre seduto in disparte con il suo taccuino. Finché un giorno si avvicina al loro tavolo: accortosi che Mark soffre visibilmente a una spalla, gli posa una mano sul punto dolorante, alleviandone il fastidio. Non contento, procede rivelando dettagli personali, anzi intimi, su tutti i presenti, informazioni che nessuno avrebbe mai potuto conoscere… Per vincere la diffidenza dei giovani, spiazzati dalle sue scomode verità, decanta loro le meraviglie della zona: una zona che frequenta d’estate fin da quando era bambino, piena di risonanze legate al mondo della mitologia, come i Lugentes Campi, i campi del pianto, dove gli amanti infelici errano ricordando le loro pene d’amore. L’unica del gruppo che non sembra lasciarsi ammaliare dal suo fascino e dalla sua retorica è Margot, che Raúl inizialmente aveva chiamato con quello che secondo lui doveva essere il suo vero nome di battesimo, Maria. Ma con il passare delle ore e dei giorni, dopo un pranzo condiviso e lunghe camminate sulla spiaggia, Margot comincia a fidarsi di lui, ad aprirsi… E Raúl la condurrà in un viaggio indietro nel tempo, verso un passato che li lega molto da vicino. Prenderà corpo una storia d’amore e di mistero, nel segno di quella delicata profondità nel raccontare i sentimenti che è un marchio inconfondibile di André Aciman.

Alberto Riva presenta “Il maestro e l’infanta” (Neri Pozza) con Paolo Di Paolo
Venerdì 26 marzo

Nell’estate del 1720 un giovane compositore parte dall’Italia per arrivare a Lisbona, alla corte di re João v. Comincia così l’avventura umana e musicale di Domenico Scarlatti, figlio del grande Alessandro. Uomo mite e tormentato, per nulla sicuro del suo talento, capace di stare un passo indietro a tutto, anche a sé stesso. Il suo compito a corte è insegnare musica alla figlia del re, Maria Bárbara di Braganza, che andrà poi in sposa a Fernando di Borbone diventando regina di Spagna. Il rapporto tra Domenico Scarlatti e questa donna durerà per tutta la vita. E sarà la vera linfa, il vero snodo del talento del compositore napoletano. Le sue celebri Sonate, eseguite dai più grandi pianisti del Novecento, nascono come esercizi per le mani di Maria Bárbara. Il romanzo narra di questo sodalizio, di questo scambio tra maestro e allieva che si concluderà solo con la morte di Domenico Scarlatti. Un sodalizio in nome della musica che è anche il racconto di un’epoca di guerre, rivalità tra famiglie reali europee, complotti, poteri contrapposti. Come fosse un affresco del Tiepolo, Alberto Riva fa entrare il lettore in una storia intensa e nitidissima. E ci regala, attraverso una scrittura misurata e attenta, una trama figurativa che alterna realismo e suggestioni d’oltremare. Lineare, eppure ricco di dettagli, Il maestro e l’infanta è un libro raro nella letteratura italiana di questi anni. Un omaggio alla musica e alla sua forza segreta. Una rappresentazione dei sentimenti attraverso intermittenze e non detti, sfumature, accelerazioni, pause. Un’epoca raccontata in un contrappunto inedito che ne svela furori e insensatezze, e ne celebra soprattutto il carattere sorprendentemente malinconico.

Verso l’appuntamento numero 200

LA FIERA DELLE PAROLE ONLINE – VERSO L’APPUNTAMENTO NUMERO 200
ARRIVANO Dario Vergassola con  Mario Tozzi, Andrea Maggi con Enrico Galiano, Chiara Briani con  Francesca Visentin, Flavio Rodeghiero con  Claudio Malfitano

In rapido avvicinamento verso il suo duecentesimo appuntamento, la Fiera delle parole online offre due settimane ricche di incontri. Tutti gli appuntamenti sono alle ore 19 e saranno trasmessi sui canali Facebook e Youtbe della Fiera. Martedì 16 febbraio due grandi amici della Fiera come Dario Vergassola e Mario Tozzi si incontreranno per presentare il nuovo libro del comico spezzino, che racconta le Cinque terre attraverso cinque  favole che mostrano il suo lato più segreto. Mercoledì 17 Andrea Maggi, il professore del “Collegio” televisivo, stimolato dallo scrittore e blogger Enrico Galiano racconta il suo ultimo romanzo “Conta sul tuo cuore” (Giunti), dedicato al mondo degli adolescenti ed al confronto tra una classe dell’ultimo anno di liceo ed un professore che prova a farli uscire dalla apatia esistenziale che rischia di portarli a scelte scontate. Giovedì 18 Chiara Briani presenterà con Francesca Visentin  “Non ho mai visto inciampare l’amore” (Augh edizioni) in cui la autrice padovana racconta gli incontri ripetuti negli anni di una coppia naufragata, che trova però un momento di contatto dandosi appuntamento al Museo. Venerdì, un altro autore veneto, Flavio Rodeghiero, che con Claudio Malfitano affronta attraverso il suo romanzo, “Il cielo non è blu” (Il Prato), un tema di grande attualità, con una madre che, alle prese con il Covid e di fronte al rischio di morire, vuole lasciare al figlio una testimonianza di libertà e di autonomia. La settimana successiva saranno ospiti della Fiera Loredana Lipperini, Bianca Pitzorno, Andrè Aciman, autore di “Chiamami col tuo nome”, e Alberto Riva.

 

Dario Vergassola presenta “Storie vere di un mondo immaginario.
Cinque racconti delle Cinque terre” (Baldini+Castoldi) con Mario Tozzi
Martedì 16 marzo

Cosa avrebbe da dire un girino che abita uno stagno all’arrogante che cerca in tutti i modi di contaminare l’acqua? E cosa pensano davvero le acciughe sui banconi dei bar liguri di questa tradizione alimentare? Com’è, insomma, la vita in questo mondo alla rovescia in cui gli animali e le sirene parlano, si lamentano dell’uomo, lo sfidano e lo contrastano? In queste cinque storie di delicata ironia, di struggente tenerezza, comiche e malinconiche al tempo stesso, pungenti di satira sociale e disincantate e lucide, a essere protagonisti sono proprio loro, i dimenticati animali e le leggendarie creature del mare: pesci, totani, sirene, acciughe e polpi mettono qui in scena le loro storie d’amore impossibili, le loro tirate ecologiste, la malinconia di essere esclusi, il desiderio di scoprire il mondo lanciandosi in mille spericolate avventure. Il risultato è un ribaltamento provocatorio e ludico delle nostre certezze: le Cinque Terre, che ci apparivano solo come una costa perfetta per i turisti e popolata da pescatori, si trasformano in queste pagine in un mondo favolistico e spietatamente vero.

Andrea Maggi presenta “Conta sul tuo cuore” (Giunti) con Enrico Galiano
Mercoledì 17 marzo

Tutto ha inizio da un bigliettino galeotto, intercettato dal professor Elpidi in una classe di un ultimo anno di Liceo. I ragazzi non hanno ancora un’idea di che cosa fare della loro vita, c’è chi sogna di diventare beauty vlogger e chi street dancer, chi si sente imbrigliato da un destino già deciso dai genitori e chi invece vorrebbe solo fuggire e andarsene lontano. Hanno quasi diciotto anni, si sentono adulti, ma si comportano ancora da adolescenti: litigano per ragazzate, si illudono con poco, credono di avere il mondo in mano se solo sono connessi tra loro. Accettano spavaldi la proposta del prof di andare a vivere insieme in un rifugio in mezzo alle montagne senza alcun collegamento con il mondo esterno. E qui dovranno imparare ad appianare le loro divergenze e a vivere in comunità e si dedicheranno a trovare sé stessi in mezzo a innamoramenti improbabili, segreti inconfessabili e tradimenti dolorosi. Il romanzo di Andrea Maggi, professore friulano divenuto famoso grazie al reality “Il Collegio” rivela la fragilità e la bellezza di un mondo giovanile alla ricerca continua di esempi da seguire, senza punti di riferimento certi.

Chiara Briani presenta “Non ho mai visto inciampare l’amore”
(Augh! Edizioni) con Francesca Visentin
Giovedì 18 marzo

Un invito al museo. Se per molti è una circostanza piacevole, nell’esistenza di Elena e Andrea assume un significato più importante. In gioco c’è una promessa che si sono fatti molti anni prima: comunque fosse andata la vita, si sarebbero rivisti nel “loro” museo. Un impegno tra due innamorati può non essere mantenuto? Eppure ci sono strappi destinati a travolgere anche le situazioni più stabili. Iniziano con un filo che si tira, per errore o per caso, e un movimento inconsulto finisce per aprire una lacerazione nella maglia. A tenere uniti i due lembi, nelle vite di Elena e Andrea, era stata la presenza del figlio Enrico. Poi niente ha potuto impedire lo strappo che, a distanza di tempo, ha reso il museo l’unica zona franca in cui provare a ricucire ciò che ormai sembrava compromesso.

Flavio Rodeghiero presenta “Il cielo non è blu” (Il Prato) con Claudio Malfitano
Venerdì 19 marzo

Esther è la madre di Teo, ed  è professoressa di Storia. Sta vivendo un’esperienza traumatica: è stata ricoverata in Ospedale perchè si è ammalata gravemente di Covid-19. Il timore di aggravarsi e perdere  la vita, come vede avvenire all’intorno, le fa completamente rivedere la sua visione del mondo, e la spinge a scrivere una lettera al figlio che sta per raggiungere la maggiore età: l’uomo vive in una bolla immaginativa prodotta da ideologie e religioni, mentre la tragicità del momento presente esige che ognuno, e l’umanità nel suo insieme, guardi in faccia il mondo reale in tutta la sua crudezza, se si vuole trovare una  strada  condivisa per superarlo insieme.

Continuano gli eventi in streaming della Fiera

DALLA BIOGRAFIA ROCK DI PIERO PELÙ
AL ROMANZO DEL PROFESSOR MAGGI DEL “COLLEGIO” DI RAIDUE:
UNA NUOVA SETTIMANA DI APPUNTAMENTI ONLINE
CON LA FIERA DELLE PAROLE

In programma anche le presentazioni dei libri di Diego Marani, Massimiliano Scuriatti e Davide Munaro

Piero Pelù e la sua biografia rock, il romanzo adolescenziale del professor Andrea Maggi divenuto famoso grazie al reality “Il Collegio”, la “Città celeste” di Diego Marani, la vita di Lorenza Mazzetti raccontata da Massimiliano Scuriatti, l’esperienza della vita narrata da Davide Munaro: una nuova settimana densa di eventi per La Fiera delle Parole, che prosegue con la propria edizione online: tutti gli appuntamenti sono in diretta streaming alle 19 sui profili social del festival.

Piero Pelù presenta “Spacca l’infinito. Il romanzo di una vita” (Giunti) con Sergio Staino
Lunedì 8 marzo

Piero Pelù il rocker, l’attivista, l’anarcoide, il brado, Piero Pelù il cantante, “el diablo”, il pugile, il gigante: ebbene, dimenticatevi tutto questo e preparatevi a partire. Sì, perché in questo libro P. scende dal palco, spegne i riflettori e ci invita a viaggiare insieme a lui, con il coraggio di aprire la porta della memoria e di avventurarsi fino a dove tutto ha avuto inizio. E appena si ferma per un momento a riposare, ecco che accanto a lui appare un ragazzino intraprendente, originale, pieno di domande. Questo libro ci racconta una vita vissuta al fianco di una delle innamorate più esigenti: la dea musica, che va amata e alimentata ogni giorno, perché la routine è la sua peggiore nemica. E perché la musica, come l’amore, è uno dei modi più strepitosi per cambiare il mondo. Al bambino che è stato P. confessa: “Se mi fossi dimenticato di te non sarei stato felice nemmeno un minuto”. Così Spacca l’infinito non è solo il verso di una canzone, ma anche l’invito rivolto a tutti a non perdere lo stupore e la fiducia in un universo dove tutto, a saperlo ascoltare, canta insieme a noi.

Diego Marani presenta “La città celeste” (La nave di Teseo) con Arianna Boria
Martedì 9 marzo

L’educazione sentimentale di un giovane uomo che, per sfuggire all’asfissiante supervisione paterna, decide di frequentare l’università di Trieste. La gioventù, in quella città celeste al crocevia di diverse culture, diviene la stagione dell’immortalità, delle nuove scoperte, delle amicizie inossidabili. E di amori smisurati e sofferti. La Trieste descritta minuziosamente tra le pagine di questo romanzo è un luogo dall’identità composita e dal confine sempre incerto, come i protagonisti di queste pagine, giovani studenti entusiasti con il futuro tutto da inventare. La città celeste è il diario di un lungo apprendistato esistenziale e insieme, nel suo rivelare ambiguità e dolori sparsi, un documento pronto ad attestare l’imprevedibilità assoluta della cosiddetta “commedia umana”.

Massimiliano Scuriatti presenta “Una vita, mille vite” (La nave di Teseo) con Nando Dalla Chiesa
Mercoledì 10 marzo

Lorenza Mazzetti, regista, scrittrice, pittrice, personalità fra le più straordinarie e influenti del panorama culturale del Novecento, si racconta in un dialogo che ripercorre tutte le sfumature emotive di un’intera esistenza. Dalla parentela con la famiglia Einstein all’infanzia straziata dalla ferocia della guerra; dal periodo londinese, durante il quale, con Lindsay Anderson e pochi altri giovani cineasti, Lorenza è artefice di una vera e propria rivoluzione cinematografica, al ritorno in patria, all’oblio e al quasi fatale smarrimento per il ricordo lacerante della tragedia che colpì la sua famiglia. Ad alimentare il suo talento innato, espresso in ogni forma d’arte, un vissuto brulicante di ingegno creativo, e popolato da amici artisti come Pier Paolo Pasolini, Bernardo Bertolucci, Marguerite Duras, Elio Vittorini, Albert Camus, Cesare Zavattini, Gian Maria Volonté e molti altri, destinati a restare per sempre nella sua quotidianità. Un confronto a due sincero e appassionato, emozionante e ricco di humour, fedele fino in fondo a quanto Lorenza Mazzetti disse una volta di sé: “L’orrore più grande sarebbe un universo senza di me”.

Davide Munaro presenta Ma a cosa serve questo tuo soffrire? (Mondadori) con Nicolò Menniti Ippolito
Giovedì 11 marzo

Vivere è un’esperienza bellissima, ma anche molto faticosa. È un po’ come scalare una montagna, è necessario stancarsi per raggiungere la cima, pensare anche di non riuscire ad arrivarci. In poche parole, vivere vuol dire soffrire. Gli esseri umani hanno da sempre cercato il modo per scappare dalla loro sofferenza o quantomeno hanno provato a trovare una ragione per giustificarla e accettarla. Tuttavia, forse, l’unica risposta sensata da darsi è ammettere che una risposta al nostro soffrire, di fatto, non c’è. Davide Munaro in questo libro ci insegna proprio a comprendere che l’unica sicurezza che possediamo è che la sofferenza esiste. E visto che ignorarla o evitarla è impossibile, l’unica possibilità che rimane è accettarla, entrarci dentro senza paura, alla ricerca di un sentiero, di una strada che ci permetta di attraversarla consentendoci di uscirne più forti di prima: “siamo come ruscelli che scendono dalla montagna e di fronte alle avversità della vita sono costretti a trovare percorsi nuovi. E proprio come i ruscelli, con ostinazione, senza arrenderci mai, possiamo arrivare a incontrare anche noi il mare. Siamo portati a pensare che la vita sia bella solo se vissuta senza sofferenze, ma non è esattamente così”. “Ma a cosa serve questo tuo soffrire?”, infatti, in ogni sua pagina, in ogni sua storia, in tutta la sua delicata saggezza, ci ricorda che ogni stagione ha la sua bellezza, che tutto muore d’inverno per poi rifiorire in primavera, e ciò vale anche per ogni essere vivente, per ogni persona, per ogni singolo istante della nostra vita.

Andrea Maggi presenta “Conta sul tuo cuore” (Giunti) con Enrico Galiano
Venerdì 12 marzo

Tutto ha inizio da un bigliettino galeotto, intercettato dal professor Elpidi in una classe di un ultimo anno di Liceo. I ragazzi non hanno ancora un’idea di che cosa fare della loro vita, c’è chi sogna di diventare beauty vlogger e chi street dancer, chi si sente imbrigliato da un destino già deciso dai genitori e chi invece vorrebbe solo fuggire e andarsene lontano. Hanno quasi diciotto anni, si sentono adulti, ma si comportano ancora da adolescenti: litigano per ragazzate, si illudono con poco, credono di avere il mondo in mano se solo sono connessi tra loro. Accettano spavaldi la proposta del prof di andare a vivere insieme in un rifugio in mezzo alle montagne senza alcun collegamento con il mondo esterno. E qui dovranno imparare ad appianare le loro divergenze e a vivere in comunità e si dedicheranno a trovare sé stessi in mezzo a innamoramenti improbabili, segreti inconfessabili e tradimenti dolorosi. Il romanzo di Andrea Maggi, professore friulano divenuto famoso grazie al reality “Il Collegio” rivela la fragilità e la bellezza di un mondo giovanile alla ricerca continua di esempi da seguire, senza punti di riferimento certi.

La Fiera delle Parole è promossa dal Comune di Padova, diretta da Bruna Coscia, organizzata da Cuore di Carta eventi.

 

UNA NUOVA SETTIMANA DI APPUNTAMENTI ONLINE

Teresa Ciabatti, Giuseppe Catozzella, Carmen Pellegrino, Antonella Lattanzai, Giulio Mozzi, Laura Pugno
ed Elena Rui sono gli autori protagonisti delle conversazioni della prossima settimana

Ciabatti, Pellegrino, Lattanzi sono candidate al Premio Strega

       

     Molta letteratura, e di alto livello, nella settimana della “Fiera delle parole online”, che sta per tagliare il traguardo dell’anno di programmazione. Si comincia lunedì primo marzo (sempre alle 19.00 sui canali Facebook e YouTube della Fiera)  con “Sembrava bellezza” (Mondadori), il nuovo libro di Teresa Ciabatti, che tre anni fa ha sfiorato il Premio Strega ed anche quest’anno è data tra i favoriti. “Sembrava bellezza” racconta tre donne “che sono state giovani negli anni ottanta”, i loro rapporti amichevoli e conflittuali, le speranze e le attese di un presente che non vede ancora spento l’eco del passato. A dialogare con Teresa Ciabatti ci sarà Chiara Valerio una delle maggiori scrittrici italiane. Martedì due marzo arriva Giuseppe Catozzella, che dopo la fortunata “trilogia dell’altro”, in cui ha raccontato i fenomeni della esclusione e del rifiuto affascinando autori molto diversi come Salvatores, Saviano, Jovanotti  si cimenta con un romanzo apparentemente storico, “Italiana” (Mondadori) in cui attraverso il personaggio reale di Maria Oliverio, ovvero Cicccilla, l’unica donna a guidare una banda di briganti, racconta la voglia di ribellione, la forza del dissenso, la rabbia di fronte al sopruso.

       Mercoledì Carmen Pellegrino con Alberto Sinigaglia affronta “La felicità degli altri” (La Nave di Teseo), romanzo in parte ambientato a Venezia e ispirato, sia pure in modo indiretto, dalla vicenda del professore veneziano trovato morto in casa dopo sette anni, senza che nessuno se ne fosse accorto. Carmen Pellegrino, che è nota per la sua ricerca di paesi abbandonati, con questo libro è candidata allo Strega e col suo romanzo di esordio è stata invece finalista al Campiello. Tra i candidati allo Strega di quest’anno c’è anche Antonella Lattanzi con “Questo giorno incombe” (Harper Collins) che sarà alla Fiera con Ilaria Gaspari giovedì 4 marzo. Ancora un romanzo che parte da un fatto di cronaca, in questo caso successo a Bari nel condominio abitato in gioventù dalla autrice. Ma Antonella Lattanzi poi se ne allontana per costruire un noir in cui tensione narrativa e cura stilistica si fondono perfettamente. Venerdì si parla di poesia, con due scrittori di rilievo, Giulio Mozzi e Laura Pugno, che si sono divertiti a scrivere un “Oracolo manuale per porte e poeti” (Sonzogno), che affronta, spesso con leggerezza e un tocco di umorismo, ma comunque molto seriamente, le difficoltà tecniche e stilistiche (ma non solo) del fare poesia. Chiusura domenicale con una esordiente, la padovana Elena Rui che in “La famiglia degli altri” (Garzanti) racconta tra Padova e Parigi, la città in cui da molti anni abita, le convulsioni della famiglia contemporanea, tra voglia di fedeltà e e libertà di amare.

        

        

    Teresa Ciabatti presenta “Sembrava bellezza” (Mondadori) con Chiara Valerio

    Lunedì 1° marzo

    Ad accoglierci tra le pagine di questo romanzo è una donna, una scrittrice, che dopo essersi sentita ai margini per molti anni ha finalmente conosciuto il successo. Vive un tempo ruggente di riscatto, che cerca di tenersi stretto ma ogni giorno le sfugge un po’ di più. Proprio come la figlia, che rifiuta di parlarle e si è trasferita lontano. Combattuta tra risentimento e sgomento per il tempo che si consuma la coglie Federica, la più cara amica del liceo, quando dopo trent’anni torna a cercarla. E riporta nel suo presente anche la sorella maggiore Livia – dea di bellezza sovrannaturale, modello irraggiungibile ai loro occhi di sedicenni sgraziate –, che in seguito a un incidente è rimasta prigioniera nella mente di un’eterna ragazza. Sembrava bellezza è un romanzo sull’impietoso trascorrere del tempo, e su come nel ripercorrerlo si possano incontrare il perdono e la tenerezza, prima di tutto verso se stessi. Un romanzo di madri e di figlie, di amiche, in cui l’autrice, con una scrittura che si è fatta più calda e accogliente, senza perdere nulla della sua affilata potenza, mette in scena con acume prodigioso le relazioni, tra donne e non solo. Un romanzo animato da uno sguardo che innesca la miccia del reale e, senza risparmiare nessun veleno, comprende ogni umana debolezza.

  

 

Giuseppe Catozzella presenta “Italiana” (Mondadori) con Nicolò Menniti-Ippolito

    Martedì 2 marzo

    Italiana. Una donna italiana. Maria Oliverio, altrimenti conosciuta come Ciccilla, nasce a Casole, nella Sila calabrese, da famiglia poverissima. Dalle strade del paese si sale sulla montagna che è selvaggia, a volte oscura, a volte generosa come una madre. Quelle strade, quei sentieri li imbocca ragazzina quando la sorella maggiore Teresa, tornata a vivere in famiglia, le toglie il letto e il tetto. E quelli sono i sentieri che Maria prende per combattere al fianco di Pietro, brigante e ribelle, diventando presto la prima e unica donna a guidare una banda contro la ferocia dell’esercito regio. Se da una parte Teresa trama contro di lei una incomprensibile tela di odio, dall’altra Pietro la guida dentro l’amore senza risparmiarle la violenza che talora ai maschi piace incidere sul corpo delle donne. Ciccilla passa la giovinezza nei boschi, apprende la grammatica della libertà, legge la natura, impara a conoscere la montagna. Giuseppe Catozzella ricostruisce le vicende di Maria Oliverio in un romanzo vivo, mescola documenti e leggenda, rovescia la sua immaginazione nella nostra, disegna dramma famigliare e dramma storico ed evoca l’epica grandezza di una guerra quasi ignorata, una guerra civile combattuta in un mulinare di passione, sangue e speranza, come nella tradizione dei poemi cavallereschi, del melodramma e del cinema americano.

  

 

Carmen Pellegrino presenta “La felicità degli altri” (La nave di Teseo) con Alberto Sinigaglia

    Mercoledì 3 marzo

    “Sono nata in una casa infestata dai fantasmi. Allampanati, tignosi fantasmi da cui non si poteva fuggire. A quel tempo vivevamo nella parte ovest di un villaggio che aveva case tutte uguali, tutte al pianoterra, prima che si elevassero. Mio fratello e io speravamo che le case degli altri fossero infestate quanto la nostra. A dieci anni fui allontanata dal villaggio per pura crudeltà, ma i fantasmi non rimasero a casa.” Cloe è una donna che ha imparato a parlare con le ombre. Un’anima in ascolto, alla ricerca di una voce che la riporti al luogo accidentato della sua origine, al trauma antico di quando, bambina, cercava di farsi amare da chi l’aveva messa al mondo. Nel suo cammino costellato di fragorosi insuccessi e improvvisi passi avanti, Cloe attraversa città, cambia case, assume nuove identità, accompagnata da voci, ricordi, personaggi sfuggenti: Emanuel, il fratello amatissimo; il professor T., docente di Estetica dell’ombra; Madame e il Generale, guardiani della Casa dei timidi, dove la donna era stata accolta a dieci anni. Cloe è uno sguardo che cerca attenzione e verità, il suo viaggio coraggioso è il racconto di un amore e di una speranza che non si spengono, anche quando dentro e fuori di noi non c’è che rovina.

 

  Antonella Lattanzi presenta “Questo giorno che incombe” (HarperCollins) con Ilaria Gaspari

    Giovedì 4 marzo

    Qui saremo al sicuro. Francesca lo pensa mentre sta per varcare il cancello rosso fuoco della sua nuova casa. Accanto a lei c’è Massimo, suo marito, e le loro figlie, ancora piccole. Si sono appena trasferiti da Milano a Giardino di Roma, un quartiere a metà strada tra la metropoli e il mare. Hanno comprato casa in un condominio moderno e accogliente, con un portiere impeccabile e sempre disponibile, vicini gentili che li accolgono con visite e doni, un appartamento pieno di luce che brilla in tutte le stanze. Il posto perfetto per iniziare una nuova vita. Perché Francesca è giovane, è bella, è felice. E, lo sa, qui a Giardino di Roma sarà libera. Eppure qualcosa non va. Dei dettagli cominciano a turbare la gioia dell’arrivo. Piccoli incidenti, ombre, che hanno qualcosa di sinistro. Ma sono reali o Francesca li sta solo immaginando? Antonella Lattanzi ha già indagato gli abissi e le pieghe dell’animo umano in “Devozione” e “Una storia nera”, e adesso torna a farlo con il suo libro più importante. Con una lingua meravigliosa, appassionata e incalzante, “Questo giorno che incombe” racconta il sospetto, la speranza, il dolore, la passione, confermando lo straordinario talento dell’autrice e lasciando il lettore senza fiato, in un crescendo continuo dall’arrivo nella casa nuova fino alle indimenticabili pagine finali.

 

  Giulio Mozzi presenta “Oracolo manuale per poete e poeti” (Sonzogno) con Laura Pugno

    Venerdì 5 marzo

    Nei momenti di stanchezza creativa, quando la pagina bianca è di un bianco abbagliante, o quando una difficoltà di espressione sembra irrisolvibile, l’aspirante poeta potrà consultare l’Oracolo aprendolo a caso, dopo aver formulato una precisa domanda, confidando che la risposta, qualunque essa sia, possa fornire uno stimolo per riprendere la scrittura, per riesaminare inventivamente quanto è già stato scritto o, se necessario, per trovare il coraggio di buttare via tutto e ricominciare da capo. Ma l’Oracolo potrà anche essere letto come un vero e proprio manuale, dall’inizio alla fine (o dalla fine all’inizio, non cambia molto): come una guida alla scoperta di che cosa è davvero la poesia, e di come si fa a farla. Dal significato delle scelte di metrica all’uso delle immagini, dai registri linguistici alla messa in scena dell’io, dalla natura della verità poetica alla funzione sociale della poesia, l’Oracolo manuale – arricchito dalle illustrazioni di Sebastian Kudas – non si tira indietro di fronte a nessun argomento, affrontandoli tutti con concisione, precisione, e un po’ di umorismo.

  

 Elena Rui presenta “La famiglia degli altri” (Garzanti) con Federica De Paolis

    Le convenzioni sociali hanno una sola utilità: offrire un rifugio sicuro quando non si sa bene che cosa fare. La pensa così Marta che, a trentaquattro anni, ha scelto di andare controcorrente, di non seguire i dettami della società e costruire una famiglia anticonvenzionale con il compagno Antoine. A unirli c’è il progetto, ambizioso e sentito, di seguire le orme di Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir, la coppia aperta per eccellenza. Ispirandosi ai due filosofi, Marta e Antoine credono che l’amore sia la più alta forma di libertà. Proprio per questo non deve conoscere costrizioni, ma esprimersi in un rapporto in cui la fiducia reciproca cancella ogni forma di esclusività e si traduce, prima di tutto, in un’intensa comunione intellettuale. Finora Marta si è detta convinta delle proprie scelte. Ma quando la morte improvvisa di nonna Ada la costringe a lasciare Parigi, dove vive e lavora, e a tornare nella natia Padova, le fondamenta del suo sistema di pensiero iniziano a traballare. Ben presto, tra saluti e cortesie di circostanza, Marta si troverà a fare i conti con una realtà fatta di segreti sepolti sotto una facciata di perbenismo. Segreti che faranno vacillare anche le sue poche e un tempo solide certezze. Perché la verità è che non esistono famiglie ideali e perfette. Ogni famiglia è felicemente imperfetta a modo suo. Con uno stile tagliente, preciso ed elegante, Elena Rui ci consegna il ritratto di una donna fragile e tenace che, senza inseguire false illusioni, prova a cucirsi addosso l’abito esistenziale che le dona di più.

    

    La Fiera delle Parole è promossa dal Comune di Padova, diretta da Bruna Coscia, organizzata da Cuore di Carta eventi.

PAOLO PIETRANGELI PRESENTA IL NUOVO DISCO

IL 3 FEBBRAIO ALLE 19 ONLINE NEL PRESTIGIOSO FESTIVAL PADOVANO L’ALBUM “AMORE AMORE AMORE, AMORE UN C…” CON TREDICI BRANI DELL’AUTORE DI “CONTESSA” E “VALLE GIULIA”

Paolo Pietrangeli, personaggio di riferimento per la musica e la cultura in Italia, ha da poco pubblicato un nuovo album, “Amore amore amore, amore un c….” (Bravo Records/Ala Bianca), che esula in parte dai temi più sociali e politici che ha spesso toccato per trattare invece d’amore e rapporti di coppia.

Il disco verrà presentato online mercoledì 3 febbraio alle 19 nell’ambito di un importante festival letterario come la Fiera delle parole di Padova. Pietrangeli sarà intervistato da Enrico Deregibus e Davide Antonio Pio. Si potrà seguire l’incontro sulla pagina facebook e sul canale YouTube de “La Fiera delle Parole”.

Dal 1968 è considerato il cantore dei rapporti politici e sociali, quello di “Contessa”, “Valle Giulia” e tante altre, ma Paolo Pietrangeli con questo nuovo disco ci fa scoprire un’altra faccia della sua poetica, anche se il titolo chiarisce che all’interno non manca l’inconfondibile, aguzza ironia dell’artista romano, così come il suo lucido sguardo al mondo intorno.

L’album, che è pubblicato in digitale e in vinile, si può ascoltare su varie piattaforme: https://pietrangeli.lnk.to/amoreamoreun

In tutto tredici canzoni, delle quali tre inedite, tra cui la traccia che ha dato lo spunto per il titolo dell’album, “Amore un cazzo”. Del brano è disponibile un video, di Chiara Rigione, disponibile all’indirizzo https://youtu.be/7doqH3lbpU4 . Il lavoro e che è stato designato migliore video musicale italiano del 2020 dalla testata specializzata Indie-eye.

Paolo Pietrangeli è una figura importante per la cultura e lo spettacolo in Italia non solo come cantautore, ma anche come regista cinematografico e poi televisivo (uno dei più apprezzati degli ultimi decenni) e recentemente anche come scrittore. Nella sua ormai lunga storia è stato anche aiuto regista di mostri sacri come Luchino Visconti, Federico Fellini, Mauro Bolognini.

Sono tante le cose che ha da raccontare. Per questo tra una traccia e l’altra dell’album, Pietrangeli infila ricordi e aneddoti su se stesso e i suoi 75 anni, sulla sua gioventù, sul rapporto conflittuale con suo padre, Antonio Pietrangeli, talentuoso regista, su com’è nata “Contessa”, sulla Roma di Visconti e Fellini. In sintesi, racconta tutto ciò che ha formato la sua poetica fatta di ironia (“Amore un cazzo”), giochi di parole (“La merendera”) e metafore. Storie e filastrocche divertenti (“Lo stracchino”), ma anche intrise di melodia ed emozione (“Le sirene”, “Circonferenza”).

L’album è pubblicato su label Bravo Records/Ala Bianca, con distribuzione Warner. E contiene anche un cadeau: nella terza di copertina si trova infatti un QR Code che – scansionato con fotocamera dello smartphone – porta all’ascolto in streaming e al download di un concerto di Pietrangeli al Teatro Parioli di Roma nel 1995.

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Ufficio stampa: Monferr’Autore

Iniziata l’edizione 2021 della Fiera delle parole online

È cominciata con grandi numeri l’edizione 2021 della Fiera delle parole online.

Nella prima settimana di incontri i contatti in Facebook e YouTube sono stati all’incirca 10 mila, con punto di più di tremila ciascuno  per personaggi diversissimi tra loro come Vito Mancuso e Roby Facchinetti. Segno che il pubblico della Fiera, come dimostrano anche le edizioni dl vivo, ha interessi molto variegati e vuole conoscere e riflettere. E di riflessione ce ne sarà molta,  e su temi delicati, nella settimana che comincia Lunedì 25. Ad aprire la settimana (sempre alle 19 sui canali Facebook e YouTube della Fiera) sarà la scrittrice vicentina Maria Pia Veladiano, che proprio dieci anni fa esordi con un libro di grande impatto che arrivò secondo allo Strega.

E di grande impatto è anche “Adesso che sei qui” (Guarda) che affronta senza remore e con una punta di allegria una storia familiare, che ha al centro una delle malattie più temute di questi decenni, l’  Alzheimer. Maria Pia Veladiano offre, col suo romanzo, una sguardo diverso sul modo in cui la  malattia si può affrontare, partendo anche da una esperienza reale, Martedì Edith Bruck con “Il pane perduto” (La nave di Teseo) è ospite del primo dei tre appuntamenti  che questa settimana la Fiera dedica al Giorno della memoria. Edith Bruck è stata bambina nei campi di sterminio nazisti, ha attraversato la furia del Novecento ed è una voce imprescindibile per chi voglia  capire davvero quel che è stato. Ancora la storia del Novecento mercoledì con Emanuele Trevi che dialoga con Andrea Barzini, erede di una delle grandi famiglie giornalistiche italiane, che in “Il fratello minore” ripercorre  la vita Ettore Barzini, non celebre come il padre Luigi senior e il fratello Luigi junior, ma protagonista in modo tragico del secolo violento, per la morte nel campo di Mathausen. Giovedì infine Gherardo Colombo parlerà di “La sola colpa di essere nati” (Garzanti), il nuovo libro nato dal dialogo con Liliana Segre. Sabato si chiude in leggerezza con Paolo Bosisio che in “Quando il preside portava il grembiulino” (Mondadori Electa) fa riviere la scuola di un tempo, coi banchi di legno e il calamaio.

DAL 18 GENNAIO RIPARTE L’EDIZIONE ONLINE

I prossimi appuntamenti rispettano le caratteristiche fondanti del festival: ampio ventaglio
di temi, generi e voci, appuntamenti dialogici, condivisione di storie, esperienze, vissuti

FIERA DELLE PAROLE, DAL 18 GENNAIO RIPARTE L’EDIZIONE ONLINE
OLTRE 100 GLI EVENTI IN STREAMING NEL 2020

La direttrice artistica Bruna Coscia: «Abbiamo capito che le limitazioni imposte dalla pandemia rendevano ancor più necessario creare momenti di condivisione. Pian piano abbiamo capito che stavamo consolidando, prima in maniera spontanea, poi sempre più consapevolmente, una vera e propria comunità di lettori»

Con il nuovo anno riparte La Fiera delle parole, al via lunedì 18 gennaio con la sua edizione online che, di fatto, non si è mai fermata. Oltre cento gli appuntamenti in diretta streaming che il Festival ha promosso nel 2020, oltre alla tradizionale edizione “in presenza” che si è celebrata a Padova dal 30 settembre al 5 ottobre.

«In tutto il mondo – spiega la direttrice artistica Bruna Coscia – la pandemia ha costretto i festival letterari a ripensarsi. Per noi questo è significato anche esplorare con più decisione il digitale. Una sfida che ci ha richiesto di acquisire nuove competenza, ma che è stata un’occasione per aprirci a un pubblico più vasto e a forme di partecipazione più composite e articolate». Ma non solo: da appuntamento annuale, la Fiera si è trasformata in un palinsesto continuo di eventi. «Abbiamo capito che le limitazioni imposte dalla pandemia rendevano ancor più necessario creare momenti di condivisione, di confronto, occasioni per sentirsi ancora parte di un gruppo più ampio. I primi incontri online sono nati così: pian piano ci siamo resi conto di essere sulla strada giusta e che stavamo consolidando, prima in maniera spontanea, poi sempre più consapevolmente, una vera e propria comunità di lettori», sottolinea la fondatrice e animatrice della rassegna padovana.

I prossimi appuntamenti rispettano le caratteristiche fondanti del festival: ampio ventaglio di temi, generi e voci, appuntamenti dialogici, condivisione di storie, esperienze, vissuti. Al centro di ciascun evento online un libro, un personaggio, il racconto di una vita. Tutti gli eventi – diffusi in streaming sui canali Facebook e Youtube della Fiera – sono in programma alle ore 19.

Lunedì 18 gennaio sarà protagonista il doppio profilo – quello di artista e di grande donna d’impresa – della grande Coco Chanel, firmata dalla giornalista e scrittrice Annarita Briganti per i tipi di Cairo Editore. Dopo aver raccontato la storia di Alda Merini, Annarita Briganti in Coco Chanel. Una donna del nostro tempo affronta con la stessa empatia un personaggio che ha segnato il costume del Novecento.

Martedì 19 l’effimero e mondano ambito della moda cede il passo alla riflessione tra filosofia e teologia con Vito Mancuso, che racconterà in diretta streaming I quattro maestri (così si intitola il suo nuovo libro pubblicato da Garzanti) che tutti possono imparare a seguire per vivere meglio: Socrate, Buddha, Confucio, Cristo.

Mercoledì 20 verrà ricordato Luis Sepùlveda, grande amico della Fiera delle parole scomparso lo scorso anno. A ricordarlo la sua traduttrice italiana, Ilide Carmignani, quasi il “doppio” del grande scrittore cileno, che ha lavorato con lui per oltre venti anni e ha tradotto tutti i suoi libri, entrando così nei significati più profondi delle sue parole.

Venerdì 22 la scrittrice Marilù Oliva offrirà il ritratto duro e vibrante di due figure femminili, madre e figlia, alle prese con le lacerazioni individuali e quelle della storia, protagoniste del suo Biancaneve nel Novecento (Solferino).

Domenica 24 spazio alla musica con Massimo Germini, storico chitarrista di Roberto Vecchioni e grande conoscitore del panorama musicale italiano degli ultimi trent’anni. Ad affiancarlo l’autore, compositore e performer Davide Antonio Pio.

Lunedì 25 torna alla Fiera delle parole Mariapia Veladiano, che nel nuovissimo Adesso che sei qui (edito da Guanda) prova a raccontare, conservando una qualche forma di allegria, una malattia in sé angosciante come l’Alzheimer.

Tre appuntamenti precedono, accompagnano e seguono il Giorno della memoria di mercoledì 27 gennaio. Martedì 26 gennaio il festival ospita Edith Bruck, la scrittrice ungherese scampata ai campi di sterminio che ne Il pane perduto (La nave di Teseo) riosserva la propria vita e ne rende ancora una volta testimonianza. Il 27 gennaio spazio alla storia di una grande famiglia di giornalisti raccontata da Andrea Barzini nel nuovo libro Il fratello minore (Solferino). Il 28 gennaio sarà Gherado Colombo a raccontare La sola colpa di essere nati (Garzanti), libro appena scritto assieme alla senatrice a vita Liliana Segre.

Nel mese di gennaio la Fiera ospiterà anche Roby Facchinetti per raccontare, in un anno particolarmente doloroso, la storia dei Pooh, gruppo che ha segnato la cultura popolare italiana per oltre cinquant’anni. Facchinetti racconterà anche l’impegno sociale con il progetto “Rinascerò, rinascerai”, che sta portando avanti con straordinaria determinazione. A dialogare con lui il maestro Diego Basso, direttore d’orchestra di grande prestigio. Conduce l’incontro il cantante e vocal coach Giuseppe Lopizzo.

 

La Fiera delle Parole è promossa dal Comune di Padova, diretta da Bruna Coscia, organizzata da Cuore di Carta eventi.

 

La seconda parte della Fiera delle Parole on line chiude con Susanna Tamaro e Daria Bignardi

Chiude l’anno on due grandi personaggi femminili la “Fiera delle parole” nella sua edizione online 2020. Più di cento incontri, 300 mila contatti, la manifestazione padovana ha accompagnato con i suoi appuntamenti questo lungo anno di lockdown e incertezze. Un modo per tenere vivo lo spirito originario della “Fiera”, ripensata in questa situazione anomala da Bruna Coscia con l’intento di essere sempre un punto di riferimento  per una comunità di lettori che ha voglia  di incontrare gli autori e discutere con loro.

Grande chiusura dunque con Daria BIgnardi e Susanna Tamaro che raccontano le difficoltà e le delusioni dell’amore, ma anche la capacità di uomini e donne di riprendersi la vita e continuare a dialogare con gli altri senza chiudersi nella sofferenza. Lezioni anche per questi giorni particolarmente difficili.

Domani 21 dicembre è di scena Susanna Tamaro, con “Una grande storia d’amore”, (Solferino) che, racconta il bilancio di due vite, rivissute nel ricordo di uno dei due protagonisti, quello sopravvissuto. Ricordare l’amore, le due difficoltà, i suoi segreti, le sue sofferenze e le sue imprevedibili gioie consente ad Andrea, nella sua isola piena di sole, mentre assorbe i ritmi della natura, di ritrovare un equilibrio che la morte e gli abbandoni sembravano aver incrinato per sempre. Per la scrittrice triestina un romanzo della maturità, pienamente consapevole, ma ancora pieno di speranza. E la speranza è anche la chiave di lettura di “Oggi faccio azzurro”, il libro che Daria BIgnardi presenterà insieme  a Marianna Aprile martedì 22 dicembre. La storia di Galla, la protagonista contemporanea del libro,  si incrocia con quella di Gabriele Munter, pittrice del movimento “Cavaliere azzurro” legata da un amore contrastato con Vassiij Kandinskij. Galla, reduce da un divorzio che la ha annichilita, si rispecchia nel personaggio storico reale di Gabriele e questo incontro, unito a quello con altri due personaggi a loro modo travolti dalla vita. diventa lo stimolo, la forza per riprendere la strada e riorientarsi verso il futuro.

Anche questi ultimi due appuntamenti saranno ospitati nelle pagine Facebook e YouTube della Fiera alle 19.00.

Più di cento gli incontri online proposti quest’anno dalla Fiera delle parole

Alla fine saranno più di cento gli incontri online proposti quest’anno dalla Fiera delle parole.  La rassegna padovana continuerà infatti fino alle feste di Natale, con una serie di incontri all’insegna dei libri, ma non solo. In questa settimana molti gli appuntamenti, previsti sempre alle 19 e disponibili in diretta sui canali  Facebook e YouTube della Fiera, ma comunque accessibili anche per chi vuole rivedere gli incontri nelle ore o nei giorni successivi. Dopo un lunedì dedicato alla storia dell’arte con “Il Klimt ritrovato” (Baldini e Castoldi)di Gabriele Dadati, martedì è di scena uno degli autori  veneti più amati dal pubblico, Fulvio Ervas, che in “La valigia di Aran” (Marcos Y Marcos) ritorna sulla storia di Andrea Antonello, il protagonista autistico di “Se ti abbraccio non avere paura”. In questo libro Ervas si è messo in secondo piano, perché in realtà a scrivere è lo stesso Andrea Antonello che nel tempo è riuscito, grazie al computer, a trovare un mezzo d espressione personale. Ervas ha letto ciò che Andrea in questi anni ha scritto e ha selezionati i pensieri più significativi per entrare realmente nella storia di una malattia, ma soprattutto di un ragazzo che che racconta in modo consapevole ciò che sta vivendo.

Mercoledì 9 di  scena uno dei grandi vecchi della editoria italiana. Mario Andreose ha pubblicato grandi scrittori come Moravia e Umberto Eco, ma soprattutto ha visto una stagione molto fertile e avventurosa della editoria italiana. L’ha raccontata in “Voglia di libri” (La nave di Teseo) e la racconterà alla Fiera delle parole rispondendo alle domande di Paolo Di Paolo. Giovedì è tempo di storia con Antonella Prenner, che racconta in “Caesar” (Rizzoli) ascesa e declino di Caio Giulio Cesare attraverso gli occhi di una donna, Servilla, che gli è sempre stata vicino. Gran chiusura di settimana venerdì con due amici storici della Fiera. Il grande disegnatore Sergio Staino, cui si dive anche il logo della rassegna padovana, presenterà il suo “Quel signore di Scandicci,” libro dedicato a “Bobo”, il personaggio che lo ha reso celebre e che compie 40 anni. Con lui per parlare del libro ci saranno anche Dacia Maraini e Luca Raffaelli.

SERGIO STAINO GIORNALISTA