Raffaella Battaglini
con Saveria Chemotti
Attilio Motta
Maria Grazia Mandruzzato

Orario:

17:30


Presentazione del romanzo E io sono la freccia
di Raffaella Battaglini

Questo romanzo è concepito in forma di trittico, tre storie di donne saldate da una forte unità tematica, il rapporto fra creatività e autodistruzione, che in tutti e tre i casi passa attraverso la sessualità o comunque la sofferenza amorosa. Le storie sono inoltre connesse dalla riapparizione di alcuni personaggi secondari e di alcuni luoghi; il tempo va dalla metà degli anni ’60, data di inizio della prima storia, alla metà degli anni ’80 in cui è ambientata la terza- e in filigrana, attraverso le vite delle protagoniste, si intravede il cambiamento del paesaggio storico, dall’euforia creativa e rivoluzionaria degli anni sessanta e settanta, alla disillusione e al disancoramento degli ’80.

Nella prima parte, intitolata “Intorno a te”, la storia della protagonista, una poetessa morta suicida e diventata famosa solo dopo la morte, in cui è adombrato il personaggio di Sylvia Plath – da un cui verso è tratto il titolo del libro- è raccontata attraverso una molteplicità di voci narranti, che si contraddicono a vicenda facendo della donna ricordata un oggetto prismatico e sfuggente, come in una sorta di ritratto cubista.

Nella seconda parte, “Acquamarina”, la voce narrante è quella di un’adolescente, che come in un breve romanzo di formazione racconta un’estate al mare passata a casa di un’amica, e l’innamoramento-rispecchiamento in una donna più adulta, personaggio fortemente anarchico e sessualmente trasgressivo, che alla fine dell’estate viene uccisa da uno dei suoi amanti. Questa parte è una lontana riscrittura del racconto “Primo amore” di Turgenev, ma qui l’asse della narrazione è completamente spostato dal rapporto tra il ragazzo e suo padre, a quello tra la ragazzina e la donna (in entrambi i casi comunque si tratta di un rapporto di amore-odio).

Nella terza parte, “Euridice”, il racconto è affidato a un giovane uomo, preda di un’ossessione amorosa per una donna che vede solo a distanza, e che insegue attraverso una Roma fantasmatica ed estranea. La donna, in questa storia un’artista visiva, è ricalcata sulla figura di Ingeborg Bachmann; qui viene raccontata la fase finale della sua vita, il declino e il lento sprofondare nella dipendenza dai sonniferi e dall’alcol. In quest’ultimo caso la figura di Euridice è evidente, dato che il narratore della storia ha la funzione di un Orfeo, per quanto derisorio e totalmente impossibilitato a salvarla. Tutte e tre le protagoniste, comunque, sono unite nel segno di Euridice, in quanto troppo profondamente incamminate nella morte perché sia possibile richiamarle indietro.

Letture di Maria Grazia Mandruzzato

Con:

Raffaella Battaglini

Raffaella Battaglini vive a Roma. Come autrice di teatro ha vinto due Premi dell’Istituto del Dramma Italiano, uno con L’anniversario, l’altro con Conversazione per passare la notte, che ha ottenuto anche il Prix Théatre Italien Contemporain come miglior testo italiano...
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e

Saveria Chemotti

Saveria Chemotti insegna Letteratura italiana di genere e delle donne all’Università di Padova. Dal 2003 ha l’incarico di Delegata del Rettore per le politiche e gli studi di genere. Ha pubblicato saggi su Foscolo, sul Romanticismo italiano ed europeo, sulla...
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Attilio Motta

Attilio Motta (Lecce 1971) è ricercatore di letteratura italiana all'Università di Padova. Si è occupato fra l'altro del dibattito sul romanzo nel Settecento italiano, del ripiegamento memorialistico degli intellettuali contemporanei (L'intellettuale autobiografico, Manni 2003) e dei Cantari della Reina d'Oriente...
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Maria Grazia Mandruzzato

Attrice professionista, inizia la sua attività artistica nel 1976. Da allora ha lavorato in molte produzioni teatrali italiane ed europee. Dal 1986 è con Thierry Salmon in diversi progetti-spettacolo: Le Troiane di Euripide con il ruolo di Ecuba (Premio UBU...
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