Lorenzo Fiorucci è storico dell’arte del Ministero della Cultura in servizio presso la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Umbria. È stato curatore di progetti speciali per il Museo Palazzo Collicola di Spoleto (2019-2023) e direttore del MACC di Torgiano fino al 2025. Nel 2024 e 2025 ha curato il piano mostre della Pinacoteca di Città di Castello. Fondatore e membro dei Comitati Nazionali per il centenario di Giovanni Carandente, Pietro Cascella, Titina Maselli e le Edizioni Nazionali Cesare Brandi. Nel 2022 gli è stato assegnato il premio per la critica d’arte Città di Tarquinia “Luciano Marziano”, lo stesso anno è stato nominato accademico d’Onore dall’Accademia Belle Arti di Perugia. I suoi interessi di studio si sono concentrati sull’arte italiana del secondo dopoguerra, con particolare attenzione per le vicende della scultura e pittura Informale, Nuova figurazione e Ceramica del Novecento. Accanto alla ricerca storica affianca l’indagine critica, curando mostre e seguendo artisti giovani e affermati. Decine le mostre e le pubblicazioni curate; si è occupato, tra gli altri, di Lucio Fontana, Leoncillo, Fausto Melotti, Alberto Burri, Sebastian Matta, Ugo La Pietra, Paolo Canevari, Omar Galliani, Loris Cecchini, Luigi Mainolfi, Giulia Napoleone, Titina Maselli, Pietro Cascella e di critici quali Giovanni Carandente, Enrico Crispolti e Vittorio Brandi Rubiu. Sta curando il catalogo generale della pittura e dei collage di Bepi Romagnoni ed è membro dell’archivio degli artisti Titina Maselli, Leoncillo, Bepi Romagnoni ed Edgardo Mannucci. Ha fondato la rivista «CAD900» e scrive stabilmente per riviste come «BVS» e «Titolo». Curatore del progetto internazionale “TazzinArt” con esposizioni in Sudafrica e Messico.
EVENTO PASSATO: Nostalgia di Futuro. Daniela e Marzia Banci Orafe
Museo Eremitani – Sala del Romanino - 17:30 - 03/10/2026Evento in collaborazione con la casa editrice Il Poligrafo Non serve essere esperti di arte orafa per percepire, osservando i gioielli di Daniela e Marzia Banci, una distanza netta rispetto alla produzione più consueta, un linguaggio che rinuncia alla rappresentazione del...



