Alessandro Grossato e Francesco Zambon

Palazzo Moroni, Sala Anziani

Data: gio 01 ottobre 2026

Orario:

19:00


Il mito della fenice racchiude in sé alcuni dei temi religiosi e metafisici fondamentali dell’umanità: origine, immortalità, trascendenza, rinnovamento ciclico, unità e dualità ecc.

Le sue radici si perdono nei tempi più remoti ed è in varie tradizioni orientali che se ne possono riconoscere più chiaramente gli archetipi.

La fenice in Oriente altri non era che lo stesso re-sacerdote sciamano che, rivestito il costume dell’aquila compiva l’ascesa fino al sole, ridiscendendo poi sulla terra trasfigurato dalla sua luce e reso definitivamente immortale. È soprattutto nelle iconografie asiatiche della fenice che è ancora possibile riconoscere una chiara traccia di questa antica origine.

Molte sono infatti ancor oggi le immagini o le maschere di fenici antropomorfe che palesemente rinviano a quell’antico costume sciamanico, ripreso sia nelle danze rituali che nelle sacre pantomime teatrali tuttora eseguite in molti paesi asiatici.

Da secoli o millenni l’attore e il danzatore indù, indonesiano, tibetano, mongolo e giapponese ne rivestono ritualmente maschera e costume, sempre consapevoli del suo significato.

Ma è in Occidente che il mito ha preso la forma che conosciamo, a partire da una notizia di Erodoto, che narra come questo favoloso uccello (da lui vista solo dipinta, afferma) ogni cinquecento anni voli dall’Arabia alla città egiziana di Eliopoli per rinnovarsi.

Se l’origine di questa leggenda va ricercata nella simbologia egiziana di un uccello chiamato benu, essa ebbe poi molteplici sviluppi nella letteratura e nell’arte greco-romana e venne presto inclusa nel bestiario cristiano, come simbolo della resurrezione dei corpi o di quella di Cristo.

A partire dalla tarda antichità e dal medioevo, poi, il mito della fenice fu declinato in vari modi e adottato in diversi ambiti culturali: gnosticismo, ermetismo e alchimia, poesia amorosa, danza e teatro musicale, per diventare oggi un consunto luogo comune buono a tutti gli usi; ma certo sempre disponibile a nuove metamorfosi, come nello straordinario racconto di Borges sulla Setta della fenice.

Questo volume ne ricostruisce la millenaria storia, avvalendosi anche di un apparato iconografico eccezionalmente ricco e originale.

Con:

Alessandro Grossato

Alessandro Grossato ha insegnato Storia e Istituzioni dell’Asia Meridionale all’Università degli Studi di Trieste-Gorizia; Storia e cultura dei paesi islamici all’Università degli Studi di Padova. Dal 1984 al 1989 ha partecipato alla Missione Archeologica IsMEO in Nepal. Dal 2008 dirige insieme...
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e con

Francesco Zambon

Francesco Zambon è professore emerito presso l’Università degli Studi di Trento. I suoi studi sono dedicati all’allegoria medievale, al mito del Graal, ai trovatori occitani, alla dottrina e ai testi catari, alla mistica amorosa cristiana, alla letteratura italiana delle origini. Ha...
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